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Cosa si intende per teleriscaldamento e i suoi vantaggi

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Cosa si intende per teleriscaldamento e i suoi vantaggi

 

Nella maggioranza delle case italiane è presente un impianto per il riscaldamento, in genere una caldaia a gas oppure un’alternativa più ecologica come la pompa di calore. Alcune abitazioni invece sono sprovviste di questi sistemi, in quanto utilizzano il teleriscaldamento e ricevono direttamente una fornitura di acqua calda.

 

È un servizio disponibile soltanto in alcune zone, infatti prevede una certa vicinanza tra il luogo di produzione dell’energia termica e quello di consumo. Questa soluzione presenta una serie di benefici, soprattutto per l’ambiente, ma anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di valutare il teleriscaldamento come opzione per la climatizzazione della casa.

 

Cos’è il teleriscaldamento

 

Il teleriscaldamento è un sistema di distribuzione dell’acqua calda in un territorio circoscritto, ovvero la fornitura di calore in una determinata zona geografica. In pratica, un impianto si occupa di generare calore sotto forma di acqua riscaldata o vapore, dopodiché attraverso una rete di tubazioni interrate lo invia ai clienti finali.

 

Si tratta quindi di un servizio di riscaldamento a distanza, in cui un’unica centrale termica serve una serie di abitazioni situate nelle vicinanze. L’impianto può produrre calore utilizzando dei combustibili fossili, come oli combustibili o gas naturale, oppure usare delle fonti rinnovabili come le biomasse, l’energia geotermica o la termovalorizzazione dei rifiuti.

 

Esistono anche delle centrali di cogenerazione, in cui vengono utilizzate sia fonti fossili che energie rinnovabili per generare energia elettrica e termica. A differenza delle centrali termoelettriche tradizionali, negli impianti di cogenerazione una parte del calore viene recuperata e utilizzata per altre finalità, ad esempio il riscaldamento o la produzione di acqua calda sanitaria.

 

Come funziona il teleriscaldamento

 

Il funzionamento del teleriscaldamento prevede tre elementi principali:

 

  • una centrale termica;
  • un sistema di condutture;
  • dei punti di prelievo.

 

Tutto inizia con la produzione di calore presso la centrale termica, che come abbiamo visto può utilizzare per questo scopo delle fonti fossili, delle energie rinnovabili o entrambe. Successivamente il calore viene inviato nelle condutture interrate nella forma di acqua calda o di vapore, attraverso le quali raggiunge tutte le unità abitative collegate al servizio.

 

Al di sotto di ogni abitazione è presente uno scambiatore di calore, nel quale avviene la cessione di calore dal fluido termovettore inviato dalla centrale all’acqua, che si riscalda aumentando di temperatura. L’acqua calda viene quindi utilizzata per riscaldare l’immobile, mediante i termosifoni o i pannelli radianti del riscaldamento a pavimento.

 

Il teleriscaldamento condominiale

 

Il teleriscaldamento è un servizio compatibile con le esigenze delle singole unità abitative o dei condomini, infatti può fornire calore sia agli immobili unifamiliari sia agli edifici condominiali. Per l’allaccio bisogna sempre valutare le condizioni tecniche del gestore, per verificare l’idoneità dell’immobile alla connessione con la rete del teleriscaldamento.

 

Per quanto riguarda i condomini, questo sistema richiede la presenza di un sistema di riscaldamento centralizzato, compreso un locale dedicato da usare per la centrale termica e tutti i servizi tecnologici necessari. Inoltre, bisogna rispettare parametri specifici per la temperatura massima di funzionamento dell’impianto e quella di ritorno del circuito interno, per garantire il mantenimento di una temperatura corretta sulla rete del teleriscaldamento.

 

Pro e contro del teleriscaldamento

 

Il servizio di teleriscaldamento offre dei benefici e presenta anche delle limitazioni, ad ogni modo l’obiettivo di questa tecnologia è diminuire l’impatto ambientale del riscaldamento. In particolare, tra i vantaggi del riscaldamento ci sono:

 

  • emissioni inquinanti ridotte grazie a una produzione più efficiente di energia termica (ad esempio generando calore dai rifiuti nei termovalorizzatori);
  • possibilità di eliminare la caldaia, in quanto l’abitazione viene rifornita direttamente di acqua calda ed è possibile ridurre l’ingombro del generatore di calore;
  • risparmio sui costi di manutenzione per l’assenza della caldaia a gas, che comporta alcuni obblighi come la revisione e il controllo dei fumi;
  • è possibile usare il calore in modo versatile per varie finalità, tra cui riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria;
  • maggiore sicurezza in casa per la mancanza della canna fumaria e di un generatore a gas, con meno pericoli di esplosioni incendi e fughe di gas;
  • aumento della sostenibilità ambientale, in quanto il teleriscaldamento incentiva l’utilizzo di soluzioni circolari per il recupero del calore di scarto e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

 

Allo stesso tempo, tra i contro del teleriscaldamento da considerare c’è soprattutto una presenza non capillare su tutto il territorio italiano. Questo servizio, infatti, è disponibile soltanto in alcune zone del Paese, specialmente nelle aree densamente popolate del Nord Italia, inoltre sono ancora pochi i sistemi che utilizzano esclusivamente o in prevalenza fonti rinnovabili, ad esempio producendo calore appena con il solare termico, il geotermico e le biomasse.

 

Dove è disponibile il teleriscaldamento in Italia?

 

Il teleriscaldamento non è disponibile ovunque in Italia, ma soltanto in alcune zone. Questo servizio è presente in città come Torino Brescia, in cui il riscaldamento a distanza è una soluzione molto diffusa, ma è abbastanza sviluppato anche in altri comuni del Trentino Alto Adige, della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia-Romagna.

 

Dove non è presente il teleriscaldamento è comunque possibile scegliere delle alternative ecologiche per la climatizzazione invernale della casa, come la pompa di calore alimentata con energia prodotta da fonti rinnovabili. In questo caso basta installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto, oppure scegliere una fornitura di elettricità ricavata al 100% da energie rinnovabili.

Pubblicato il 06/02/2023

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