Consumo di una pompa di calore: a quanto ammonta?
L'efficienza energetica è diventata un argomento di grande interesse, soprattutto quando si parla di riscaldamento domestico. Tra le varie opzioni disponibili, la pompa di calore emerge come una soluzione innovativa e sostenibile.
La pompa di calore è un’alternativa ecologica alla classica caldaia a gas, un dispositivo che sfrutta il calore naturale dell’aria, del suolo o dell’acqua per riscaldare l’abitazione. Inoltre, è possibile usare questo impianto anche per il raffrescamento della casa, senza nessuna combustione di gas e dunque in totale assenza di emissioni dirette di gas serra.
Per funzionare la pompa di calore ha bisogno di energia elettrica, la quale può essere prodotta attraverso un impianto fotovoltaico oppure ottenuta dalla fornitura elettrica del proprio venditore di energia. In entrambi i casi è importante sapere qual è il consumo della pompa di calore, per capire se realmente si tratta della soluzione migliore per risparmiare sui costi del riscaldamento.
Una pompa di calore è un dispositivo che trasferisce il calore da un ambiente più freddo (come l'aria esterna o il terreno) a un ambiente più caldo (la tua casa). A differenza di una caldaia tradizionale, che brucia combustibile per produrre calore, la pompa di calore utilizza energia elettrica per far funzionare un ciclo termodinamico. Questo processo le permette di estrarre una quantità di calore dall'ambiente esterno molto maggiore di quella consumata in termini di energia elettrica.
In sostanza, una pompa di calore è in grado di trasferire calore da una fonte a bassa temperatura a un ambiente a temperatura più elevata. Utilizza l'energia elettrica per estrarre il calore dall'aria, dall'acqua o dal suolo e trasferirlo all'interno della casa. Pensandoci, si tratta di un processo inverso rispetto a quello di un frigorifero.
Il dimensionamento della pompa di calore è cruciale per determinare il suo consumo. Una pompa di calore troppo piccola funzionerà costantemente, consumando più energia, mentre una troppo grande sarà inefficiente.
La potenza di una pompa di calore indica la quantità di calore che è in grado di fornire l'apparecchio. Viene misurata in kilowatt (kW), e può variare anche notevolmente in base al modello scelto. Ad esempio, una pompa di calore da 6 kW è adatta a piccoli appartamenti, mentre una da 15 kW può riscaldare abitazioni di grandi dimensioni.
L'efficienza energetica delle pompe di calore è indicata dal coefficiente di prestazione (COP), che misura il rapporto tra energia prodotta e energia consumata. Un COP elevato indica un'alta efficienza. Le pompe di calore moderne possono avere un COP superiore a 4, il che significa che per ogni kilowatt di energia elettrica consumata, producono 4 kilowatt di calore.
Esistono diversi tipi di pompe di calore: aria-aria, aria-acqua, acqua-acqua e geotermiche. Ogni tipo ha caratteristiche specifiche che influenzano il suo consumo energetico. Ad esempio, le pompe di calore geotermiche tendono ad essere più efficienti ma richiedono un investimento iniziale maggiore.
Il consumo di energia elettrica di una pompa di calore dipende dalla potenza assorbita dall’impianto. Questo valore deve essere dimensionato in base al proprio fabbisogno termico e alle dimensioni dell’ambiente da riscaldare, tuttavia dipende anche dall’efficienza energetica del modello scelto per la climatizzazione invernale ed estiva della casa.
I consumi elettrici sono legati anche a una serie di componenti della pompa di calore, tra cui:
Bisogna anche tenere conto del tipo di apparecchio installato, infatti il consumo di una pompa di calore aria/acqua non sarà lo stesso rispetto ai consumi di una pompa di calore aria/aria. Per questo è importante scegliere bene il modello di pompa di calore, lasciandosi aiutare da un esperto per capire qual è la tecnologia che garantisce le migliori prestazioni con il maggior risparmio energetico.
Per calcolare quanta energia elettrica consuma una pompa di calore bisogna considerare che l’elettricità utilizzata non è costante, ma varia nei diversi momenti di funzionamento del macchinario. Mentre all’accensione il consumo elettrico è elevato, in quanto ha bisogno di molta energia per raggiungere la temperatura desiderata, per il mantenimento il consumo elettrico è minimo.
Ad esempio, un modello ordinario ha una potenza intorno a 5 kW, con un consumo di energia elettrica che può andare da 500 watt a 2 kW. Nelle zone con un clima molto rigido in inverno, il consumo massimo della pompa di calore può arrivare fino a 1.000 kWh nei mesi invernali, altrimenti nelle zone con un clima più mite rimane decisamente più basso.
Ad ogni modo, considerando un utilizzo medio di 8 ore al giorno e una pompa di calore di 5 kW di potenza, è possibile stimare un consumo elettrico di 5,5 kWh. Eseguendo alcune stime di utilizzo, è possibile tenere conto di un consumo annuo della pompa di calore aria/acqua o di altri modelli compreso tra 1.400 e 1.800 kWh per l’intera stagione invernale.
Il costo annuo del riscaldamento tramite una pompa di calore, ipotizzando un prezzo dell’energia elettrica di 0,50 euro/kWh, sarà di circa 700-900 euro. Considerando un consumo di circa 1.000 metri cubi di gas all’anno per il riscaldamento tradizionale e un prezzo di 1,5 euro/Smc, in questo caso la spesa sarebbe di circa 1.500 euro.
Senza l'ausilio di pannelli fotovoltaici, il consumo energetico della pompa di calore si riflette direttamente sulla bolletta elettrica. È importante considerare che, sebbene le pompe di calore consumino energia elettrica, la loro alta efficienza può comunque rappresentare una scelta vantaggiosa rispetto ai sistemi di riscaldamento e raffrescamento tradizionali.
La pompa di calore per il riscaldamento domestico garantisce numerosi vantaggi:
Ciononostante, è possibile ridurre i consumi elettrici della pompa di calore adottando alcuni accorgimenti. Innanzitutto, è importante tenere conto del coefficiente di prestazione (COP), per essere sicuri di scegliere un modello con un rendimento adeguato al proprio fabbisogno termico e in grado di offrire performance migliori a parità di consumo elettrico e potenza termica.
In secondo luogo, è possibile migliorare l’isolamento termico dell’abitazione, ad esempio installando un cappotto termico o sostituendo gli infissi con modelli più efficienti per diminuire le dispersioni termiche. È anche possibile installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto, utilizzando l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico per alimentare la pompa di calore e tagliare i costi in bolletta e le emissioni di CO2.
Allo stesso modo è fondamentale scegliere una fornitura elettrica conveniente, attivando un’offerta luce con una tariffa vantaggiosa ed energia 100% certificata come proveniente da fonti rinnovabili tramite le Garanzie d'Origine per ridurre le emissioni di gas serra legate al riscaldamento domestico. In questo modo si rispetta il pianeta e al contempo si risparmiano soldi, con la possibilità di cambiare fornitore in modo semplice e veloce direttamente online.