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Cosa significa la classe energetica B di una casa

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Cosa significa la classe energetica B di una casa

 

La classe energetica B degli edifici identifica gli immobili con buone prestazioni energetiche e un fabbisogno energetico contenuto. Si tratta di abitazioni molto efficienti e meno energivore rispetto a quelle di classe G, F o E, tuttavia non sono ancora al livello degli edifici più ecosostenibili di classe energetica A.

 

Al momento non esistono obblighi in merito, infatti la Direttiva UE Case Green prevede che entro il 2030 tutti gli immobili siano in classe E ed entro il 2033 in classe D. Vediamo cosa significa classe energetica B e quali sono le caratteristiche delle case che rientrano in questa categoria in termini di consumi e impatto ambientale.

 

A cosa corrisponde la classe energetica B di un immobile

 

La classe energetica di una casa, indicata nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) si stima calcolando il consumo medio per metro quadro, considerando anche la zona climatica in cui si trova l’abitazione. Bisogna inoltre tenere conto di altri aspetti, come l’esposizione dell’immobile e il tipo di impianti utilizzati per la climatizzazione invernale ed estiva.

 

In base a questi parametri gli edifici vengono suddivisi in varie classe energetichedalla G (la peggiore) alla A (la migliore). A sua volta la classe A è distinta nelle classi energetiche A1, A2, A3, e A4, con quest’ultima che indica gli immobili con le migliori prestazioni di efficienza energetica. Alla classe B, dunque, corrispondono le abitazioni con un basso consumo energetico e un buon livello di efficienza energetica.

 

Casa in classe B: consumo energetico e caratteristiche

 

La classe energetica B di una casa distingue gli immobili con un consumo energetico compreso fra 31 e 50 kWh per metro quadro all’anno. In sostanza, significa che per riscaldare, raffrescare, ventilare e fornire acqua calda sanitaria servono da 31 a 50 kWh di energia all’anno per ogni metro quadrato.

 

Per effettuare un confronto basta sapere che un’abitazione di classe C ha un consumo di 51-70 kWh per mq all’anno, mentre un immobile di classe G oltre i 160 kWh per mq all’anno. Al contrario, un edificio di classe A ha un coefficiente energetico di 15-30 kWh per mq all’anno, arrivando a meno di 15 kWh per mq all’anno per le abitazioni di classe superiore alla A1.

 

Un immobile di classe energetica B non dispone quindi di soluzioni tecniche più complesse presenti invece nelle case di classe A, ma offre comunque ottime performance energetiche. Si tratta di edifici dotati di impianti di riscaldamento ad alta efficienza, come le caldaie a condensazione a basso consumo o la pompa di calore.

 

Inoltre, hanno un buon livello di coibentazione delle pareti e del tetto, ad esempio attraverso un cappotto termico interno o esterno, finestre ben isolate per ridurre o eliminare i ponti termici e lampadine a LED a basso consumo. In genere sono presenti anche sistemi di produzione di acqua calda sanitaria efficienti.

 

La differenza con la classe energetica B degli elettrodomestici

 

La classe energetica della casa non va confusa con la classe energetica degli elettrodomestici, un sistema che permette di distinguere gli apparecchi elettrici domestici in base alle loro prestazioni energetiche. Di solito una casa di classe A dispone anche di elettrodomestici di classe energetica A, come lavastoviglie e lavatrici ad alta efficienza e basso consumo di energia e di acqua.

 

Tuttavia, anche una casa di classe B potrebbe avere elettrodomestici di classe A, infatti non necessariamente dispone di apparecchi di classe B. La classe energetica degli elettrodomestici e quella degli immobili non sono abbinate, sebbene la presenza di apparecchi più efficienti aiuti a migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile.

 

Come raggiungere la classe energetica B di una casa

 

Portare la propria abitazione nella classe energetica B è senza dubbio un ottimo risultato, soprattutto per gli immobili meno efficienti di classe G, F ed E. Nonostante siano necessari degli investimenti importanti, è possibile usufruire delle agevolazioni fiscali come il Superbonus, l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione.

 

Per aumentare la classe energetica del proprio immobile è possibile realizzare una serie di interventi, tra cui:

 

  • migliorare l’isolamento termico dell’involucro attraverso dei lavori di ottimizzazione della coibentazione di pareti e tetto;
  • sostituire l’impianto di riscaldamento con un sistema più efficiente, ad esempio una pompa di calore;
  • installare solo lampadine a LED a basso consumo e abbinarle a un sistema di domotica residenziale;
  • sostituire le finestre con infissi a bassa emissività a doppi o tripli vetri a seconda della zona climatica;
  • installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica o un sistema solare termico per fornire acqua calda in modo ecologico.

 

L’utilizzo delle energie rinnovabili è un requisito che non solo permette di raggiungere la classe B, ma in alcuni casi consente perfino di arrivare fino alla classe energetica A. Si tratta della presenza di impianti alimentati da energia ricavata da fonti rinnovabili, ma anche di forniture di energia prodotta da energie sostenibili con un bassa carbon footprint.

 

Naturalmente bisogna affidarsi a dei professionisti specializzati per migliorare la classe energetica della propria abitazione, affinché venga eseguita un’accurata diagnosi energetica. In questo modo sarà possibile valutare gli interventi più efficaci da realizzare, in grado di assicurare il miglior rapporto costi/benefici per aumentare le prestazioni energetiche a fronte di investimenti sostenibili.

Pubblicato il 05/06/2023

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