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Tutte le differenze tra voltura e subentro

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Tutte le differenze tra voltura e subentro

 

Quando ci si sposta in una nuova abitazione bisogna procedere con l’aggiornamento delle utenze domestiche, scegliendo in questo caso tra subentro o voltura. Si tratta di due operazioni completamente diverse tra loro, le quali prevedono costi e procedure differenti.

 

Entrambe sono necessarie quando si acquista un immobile, si cambia l’appartamento in cui si vive in affitto, oppure in caso di decesso del precedente inquilino. Conoscere la differenza tra voltura e subentro consente di prendere una decisione consapevole, riducendo i disservizi e optando per la soluzione più conveniente e pratica.

 

Subentro o voltura: la differenza

 

La voltura è un’operazione piuttosto semplice, con la quale è possibile cambiare solo l’intestatario delle utenze di luce e gas. Questa procedura richiede alcuni requisiti essenziali, tra cui la presenza di una fornitura ancora attiva, in cui il contratto è a nome del precedente inquilino.

 

Quando invece la fornitura non è più in funzione e il contatore è chiuso è necessario effettuare il subentro. In questo caso non esiste nell’abitazione nessun contratto per l’energia attivo, perciò bisogna procedere con la riattivazione del servizio e la richiesta di una nuova fornitura di energia elettrica e gas naturale.

 

Voltura

 

  • Utenza attiva
  • Contratto a nome dell’inquilino precedente
  • Nessuna interruzione del servizio

 

Subentro

 

  • Contatore chiuso
  • Nessun contratto attivo
  • Interruzione del servizio

 

Come funziona la voltura

 

Realizzare la voltura è davvero facile e veloce, oltre che economico, infatti è prevista una tempistica minima di 4 giorni. Se l’utenza elettrica è attiva attraverso il mercato tutelato il costo è di circa 75 euro, mentre per la bolletta del gas il prezzo dipende dalle tariffe indicate dal distributore locale.

 

La procedura richiede il contatto da parte del nuovo inquilino con il fornitore, per sapere quali sono la modalità da seguire e i documenti da inviare per la voltura delle utenze di luce e gas. Di norma, basta fornire alcune informazioni sul nuovo intestatario, mandando un’autocertificazione per dichiarare che si è il proprietario dell’immobile oppure il nuovo affittuario.

 

Con la voltura non si cambia fornitore, quindi si rimane con lo stesso operatore del vecchio inquilino. Una volta cambiato l’intestatario è comunque possibile scegliere un’altra compagnia, valutando le opzioni disponibili all’interno del mercato libero, ad esempio per vedere se sono presenti forniture luce e gas green più vantaggiose e sostenibili.

 

Come funziona il subentro

 

Se il contatore è stato bloccato e non esiste una fornitura attiva si è costretti a fare il subentro delle utenze, una procedura più costosa, lunga e complessa rispetto alla voltura. Ciò può avvenire per diversi motivi, ad esempio una casa sfitta da molto tempo perché il proprietario non riesce a trovare un nuovo inquilino, oppure un immobile in vendita da anni per il quale il titolare non vuole pagare inutilmente le utenze domestiche.

 

Ad ogni modo, per richiedere il subentro bisogna rivolgersi a un fornitore, scegliendo un operatore sul mercato libero senza nessuna restrizione, poiché non esiste più un contratto attivo in quanto quello precedente è stato cessato. Dopo la richiesta è il fornitore a mettersi in contatto con il distributore locale, affinché riattivi il contatore e conceda il via libera per l’erogazione del servizio.

 

Le tempistiche sono più lunghe rispetto alla voltura, infatti sono previsti fino a 2 giorni per l’invio della richiesta al distributore, più altri 5 giorni per l’attivazione, arrivando fino a 7 giorni. Per avviare la procedura bisogna indicare alcune informazioni al fornitore, tra cui:

 

  • lettura del contatore;
  • estremi del documento d’identità e del codice fiscale;
  • codice POD (luce) o codice PDR (gas);
  • codice cliente.

 

Se è possibile avere una vecchia bolletta basta fornire il codice cliente del precedente intestatario, altrimenti sul contatore è disponibile il codice POD o PDR a seconda se si tratta di un’utenza luce o gas. Dopo aver informato il fornitore si riceve il contratto e tutta la modulistica da compilare e inviare all’operatore per iniziare la procedura per la riattivazione.

 

Il costo del subentro per l’utenza luce nel mercato tutelato è di circa 60 euro, secondo le tariffe indicate da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente. Nel mercato libero l’unico costo fisso è il contributo per gli oneri amministrativi di 25,81 euro, il quale viene corrisposto al distributore, mentre eventuali altre spese dipendono dal fornitore. Il costo del subentro dell’utenza del gas è di 30 o 45 euro, a seconda del tipo di contatore.

 

Meglio voltura o subentro?

 

In genere la voltura è un’opzione più semplice e immediata, soprattutto per una persona che vive in affitto e vuole trasferirsi in un nuovo immobile. Questa operazione è veloce, abbastanza economica e in appena 4-5 giorni è possibile concludere la procedura, senza interruzioni del servizio di fornitura di luce e gas.

 

Il subentro a volte è obbligatorio, ad esempio se il precedente inquilino ha cessato la vecchia fornitura e richiesto la chiusura del contatore. L’operazione di subentro è più lunga e costosa, inoltre bisogna considerare che finché l’utenza non sarà attivata e funzionante la casa sarà sprovvista di energia elettrica e gas, tuttavia questa soluzione permette di scegliere liberamente il tipo di contratto da sottoscrivere.

Pubblicato il 05/05/2021

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