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Come gestire luce e gas in una casa disabitata

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Come gestire luce e gas in una casa disabitata

 

Nel momento in cui si ha una casa vuota, una delle prime domande che ci si pone è quanto costa mantenere attive le bollette di luce e gas. È importante comprendere che, nonostante la casa sia disabitata, ci sono comunque dei costi associati al mantenimento delle utenze attive.

 

Le bollette, infatti, oltre il conteggio dei consumi effettivi, sono composte da costi fissi che vengono conteggiati anche quando l’utilizzo di luce e gas è zero.

 

Quanto costa tenere le bollette attive in una casa vuota?

 

Le bollette della luce in una casa disabitata possono rappresentare una parte significativa dei costi associati al mantenimento della proprietà. Anche se non si utilizza l’elettricità per l'illuminazione o per gli elettrodomestici, è importante considerare che alcuni dispositivi, come il frigorifero o il sistema di sicurezza, potrebbero essere in funzione. Questo significa che anche se la quantità di elettricità consumata è ridotta rispetto a una casa abitata, ci saranno comunque dei costi da sostenere.

 

Analogamente alla luce, anche la bolletta del gas può rappresentare un costo significativo per una casa disabitata. Anche se non si utilizza il gas per cucinare o per riscaldare l'ambiente, è possibile che ci siano comunque piccoli consumi associati ad esempio al funzionamento del boiler per l'acqua calda.

 

Costo bollette luce in casa disabilitata

 

La componente fissa della bolletta luce, chiamata anche "onere di sistema", varia in base al fornitore e alla potenza contrattuale. In media, si aggira intorno ai 20-30 euro mensili. A questa cifra si aggiungono i consumi effettivi, che in una casa vuota dovrebbero essere minimi, a meno che non ci siano elettrodomestici in stand-by o malfunzionamenti.

 

Costo bollette gas in una casa disabilitata

 

Anche per il gas, la componente fissa della bolletta, chiamata "quota fissa", ammonta a circa 10-20 euro mensili a seconda del fornitore e del piano tariffario. A questa si sommano i consumi, che in una casa disabitata dovrebbero essere pressoché nulli, a meno che non ci siano perdite o malfunzionamenti dell'impianto.

 

Meglio tenere attive le utenze o revocarle?

 

Una domanda comune è se sia meglio mantenere attive le utenze di luce e gas o revocarle completamente. La risposta dipende da diversi fattori, tra cui la durata prevista dell'assenza e le condizioni della casa.

 

In caso di assenza temporanea e di breve durata, potrebbe essere conveniente mantenere attive le utenze per evitare costi aggiuntivi di riattivazione e per garantire la sicurezza della casa attraverso l'illuminazione e il funzionamento dei dispositivi di sicurezza.

 

Tuttavia, se l'assenza è prevista per un periodo prolungato, revocare le utenze potrebbe essere una scelta più conveniente. In questo caso, è importante seguire le procedure appropriate per evitare costi aggiuntivi o problemi futuri.

 

Quando si parla di costi delle bollette della luce e gas in una casa disabitata, è essenziale comprendere che alcuni fattori possono influenzare il consumo energetico, anche se la casa è vuota. Ad esempio, i dispositivi elettronici in modalità stand-by possono continuare a consumare energia, contribuendo così al totale della bolletta. È pertanto consigliabile staccare completamente i dispositivi elettrici dalla presa di corrente quando non sono in uso, in modo da ridurre al minimo il consumo energetico.

 

Inoltre, un altro aspetto da considerare riguarda la ventilazione della casa. Anche se la casa è disabitata, è importante garantire una corretta aerazione per evitare problemi legati all'umidità e alla formazione di muffa.

 

Come revocare le utenze di luce e gas

 

Revocare le utenze di luce e gas in una casa disabitata è un processo che richiede una certa attenzione. Innanzitutto, è necessario contattare il proprio fornitore di energia e seguire le istruzioni specifiche fornite da loro per la disattivazione dei servizi. Questo potrebbe includere la compilazione di moduli online o la chiamata al servizio clienti per richiedere la disconnessione.

 

È importante comunicare al fornitore la data in cui si desidera che i servizi vengano interrotti per evitare addebiti aggiuntivi per periodi non utilizzati. Inoltre, è consigliabile leggere attentamente i termini e le condizioni del contratto per comprendere eventuali penali o costi associati alla disattivazione anticipata dei servizi.

 

Una volta completata la procedura di revoca, è importante assicurarsi di leggere i contatori di luce e gas per registrare i consumi fino alla data di disattivazione. Questo aiuterà a evitare addebiti errati e a garantire una chiusura corretta dei conti con il fornitore di energia.

 

Alternative per il monitoraggio e la gestione delle utenze

 

Per coloro che desiderano monitorare e gestire le utenze di luce e gas in una casa disabitata senza revocarle completamente, ci sono alcune alternative disponibili. Un'opzione è l'utilizzo di dispositivi di monitoraggio energetico che consentono di tenere traccia dei consumi energetici e di ricevere notifiche in caso di anomalie o consumi anomali.

 

Inoltre, è possibile considerare l'opzione di attivare servizi di gestione remota delle utenze offerti da alcuni fornitori di energia. Questi servizi consentono di controllare e gestire le utenze da remoto, inclusa la possibilità di spegnere o accendere gli apparecchi e di monitorare i consumi energetici tramite un'applicazione mobile o una piattaforma online.

 

Con Pulsee Luce e Gas hai la possibilità di gestire le tue utenze a distanza in modo semplice, veloce e senza costi nascosti, grazie all'App Pulsee Energy.

Pubblicato il 20/03/2024

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