La "tariffa a consumo" è un termine utilizzato nel settore dell'energia elettrica per descrivere un metodo di fatturazione in base alla quantità di energia effettivamente utilizzata da un cliente. In parole semplici, piuttosto che pagare una somma fissa per l'elettricità indipendentemente da quanto se ne consumi, con una tariffa a consumo il costo dipende direttamente dalla quantità di energia consumata.
Le tariffe a consumo si basano sul concetto di misurare l'energia elettrica utilizzata attraverso un contatore, che registra la quantità di elettricità che passa attraverso il sistema elettrico della casa o dell’azienda. Questi contatori sono installati di solito all'ingresso dell’abitazione o dell'edificio e registrano l'energia in kilowattora (kWh), l'unità di misura dell'elettricità.
Quando utilizzi elettricità, il contatore tiene traccia di quanta ne stai usando. Ad esempio, accendendo luci, utilizzando elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici, forni, e così via. Ogni volta che usi un'apparecchiatura elettrica, stai consumando energia e il contatore registra quanto ne hai utilizzata.
Alla fine del periodo di fatturazione, di solito un mese, la compagnia elettrica legge il contatore e calcola la quantità totale di energia consumata in kWh. Quindi, moltiplica questa quantità per il prezzo dell'elettricità, che è stabilito dal fornitore e può variare in base a fattori come la stagione o l'orario del giorno.
Esistono due tipi di tariffe a consumo:
Questa tariffa conviene a chi ha consumi concentrati nelle fasce F2 e F3, ad esempio chi usa la lavatrice o la lavastoviglie di sera o chi ha un impianto fotovoltaico che produce energia durante il giorno.
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