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La guida completa al differenziale elettrico

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La guida completa al differenziale elettrico

 

Gli impianti elettrici permettono di avere sempre a disposizione energia elettrica in tutta la casa, in questo modo basta collegare un apparecchio alla presa di corrente per alimentare device elettronici ed elettrodomestici. Tuttavia, per garantire la massima sicurezza dell’impianto sono necessari dei componenti come il differenziale elettrico.

 

Conosciuto anche come salvavita, l’interruttore differenziale è appunto un dispositivo di sicurezza, un elemento indispensabile in caso di anomalie che potrebbero danneggiare i circuiti elettrici domestici. Vediamo come funziona il differenziale elettrico, a cosa serve esattamente e quali tipologie esistono in commercio.

 

Cos’è il differenziale dell’impianto elettrico

 

L’interruttore differenziale salvavita è un dispositivo che all’occorrenza interrompe il flusso elettrico, per proteggere l’impianto elettrico e gli apparecchi elettrici ed elettronici ad esso collegati in caso di guasti ai circuiti elettrici. Si chiama differenziale perché funziona attraverso la differenza di corrente elettrica, attivandosi quando la corrente in ingresso e quella in uscita superano una certa soglia di sicurezza.

 

In particolare, il differenziale elettrico entra in funzione secondo parametri precisi di tolleranza, stabiliti da apposite norme di legge che determinano le soglie di intervento degli interruttori differenziali in ambito residenziale, commerciale e industriale. Negli impianti elettrici civili si utilizza il differenziale di tipo AC o A, a seconda del numero di apparecchi elettronici ed elettrici in uso nell’abitazione.

 

In alcune circostanze possono essere installate differenti tipologie di differenziali elettrici, ad esempio in presenza di impianti particolari come la pompa di calore, di sistemi dotati di inverter o generatori di corrente elettrica continua come i pannelli fotovoltaici. Per la valutazione dell’interruttore differenziale adatto bisogna sempre rivolgersi a un professionista, il quale indicherà il tipo di dispositivo necessario per l’impianto.

 

Quanti differenziali in un impianto elettrico?

 

In genere, un impianto elettrico domestico dispone di un solo interruttore differenziale, posizionato di solito sul quadro elettrico generale o sul contatore della luce. In questo modo, qualora dovesse verificarsi una dispersione elettrica al di sopra della soglia prestabilita il dispositivo interromperà la corrente, evitando danni agli apparecchi e all’impianto elettrico.

 

In ambito commerciale e soprattutto nel settore industriale, invece, possono essere necessari diversi differenziali elettrici, ad esempio per isolare soltanto alcuni macchinari o una parte del punto vendita mantenendo la corrente elettrica nel resto della struttura. Anche nelle abitazioni può essere installato più di un interruttore differenziale, ad esempio in presenza di un impianto fotovoltaico per isolare il sistema lasciando la corrente nel resto della casa.

 

A cosa serve il differenziale elettrico

 

La funzione principale dell’interruttore differenziale è garantire la sicurezza delle persone, interrompendo il flusso di corrente in caso di dispersioni elettriche. Questo componente però non protegge da altri inconvenienti elettrici come cortocircuiti per il guasto di un apparecchio elettrico, sbalzi di tensione causati dal maltempo o sovraccarichi di corrente elettrica.

 

I differenziali elettrici proteggono da folgorazioni e scosse in caso di dispersioni elettriche, eventi che possono causare gravi danni per la salute e addirittura portare al decesso nei casi più gravi. Inoltre, questi componenti tutelano contro gli incendi provocati dai guasti all’impianto elettrico, evitando anche le dispersioni energetiche causate da anomalie agli elettrodomestici e ai dispositivi elettronici.

 

Ad esempio, se una persona entra in contatto con una tensione elettrica, a causa di un difetto della messa a terra di un elettrodomestico o l’usura di un conduttore, il differenziale blocca il flusso di corrente ed evita lo shock elettrico. Al contrario, non proteggono da soli i circuiti elettrici, infatti l’elettrodomestico difettoso che ha causato il distacco della corrente potrebbe comunque danneggiarsi a prescindere dall’attivazione del differenziale.

 

Il differenziale interruttore magnetotermico

 

La tipologia di differenziale più utilizzata nelle abitazioni è l’interruttore magnetotermico. Si tratta di un sistema di protezione più completo rispetto al semplice differenziale elettrico, in quanto interviene anche in caso di sovracorrente e cortocircuiti garantendo la massima sicurezza all’interno dell’ambiente domestico.

 

I modelli di ultima generazione sono dotati di funzionalità evolute, come il riarmo automatico dopo il distacco della corrente, oppure la gestione da remoto tramite app per smartphone per comandare a distanza la riattivazione della corrente. Le caratteristiche dell’interruttore elettrico magnetotermico vengono valutate in base alla corrente nominale del circuito e al valore di interruzione.

 

Cosa fare se l’interruttore differenziale scatta troppo spesso?

 

Nel caso dovesse saltare la corrente a seguito dell’attivazione del differenziale elettrico, basta staccare dalla presa il dispositivo che ha causato il distacco e riattivare la corrente. Se invece l’elettricità viene interrotta troppo spesso potrebbe essere dovuto a una potenza disponibile bassa, insufficiente per coprire il fabbisogno elettrico domestico.

 

In queste situazioni è necessario richiedere un aumento di potenza del contatore, passando dai tradizionali 3 kW a una potenza superiore, rivolgendosi al proprio fornitore di energia elettrica. Una volta inoltrata la domanda la compagnia comunicherà la richiesta al distributore di zona, il quale dopo aver verificato l’idoneità di tale operazione provvederà a realizzare l’incremento di potenza.

 

Se il procedimento dovesse risultare troppo costoso è comunque possibile valutare il cambio di fornitore, approfittando della necessità di aumentare la potenza del contatore per scegliere un altro operatore. In questo modo è possibile cercare di risparmiare con un’offerta più conveniente, oppure ridurre la propria impronta di carbonio con una fornitura di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Pubblicato il 07/06/2022

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