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Vantaggi e svantaggi del piano cottura a induzione

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Vantaggi e svantaggi del piano cottura a induzione

 

Il piano cottura a induzione è una tecnologia sempre più apprezzata al giorno d’oggi, un’alternativa moderna e pratica rispetto al classici fornelli a gas da cucina. Ovviamente, prima di scegliere questa soluzione è importante valutarne con attenzione i vantaggi e gli svantaggi, analizzando nel dettaglio pro e contro del piano a induzione.

 

In particolare, bisogna considerare una serie di aspetti come il risparmio energetico, il comfort in cucina e il rapporto qualità-prezzo, per capire se si tratta realmente dell’opzione più adatta alle proprie esigenze. Scopriamo come funziona un piano cottura a induzione, i pro e contro di questo sistema e quanta energia consuma rispetto a un piano cottura a gas tradizionale.

 

Che cos’è un piano cottura a induzione e come funziona

 

Prima di analizzare quali sono per i fornelli a induzione i pro e contro da valutare, è importante capire il funzionamento di un piano cottura a induzione e le sue caratteristiche. Sono dei sistemi di cottura alimentati a energia elettrica invece che a gas metano, quindi non devono essere collegati alla rete del gas ma a una semplice presa elettrica.

 

I piani a induzione hanno un rivestimento in vetroceramica, sotto il quale sono presenti le bobine che, alimentate dalla corrente elettrica, generano un campo elettromagnetico attraverso il fenomeno dell’induzione elettromagnetica. Quando si attiva una zona di cottura, il campo elettromagnetico si trasferisce alle pentole in quanto dotate di un fondo in materiale ferroso generando calore.

 

Una versione simile è rappresentata dai piani cottura radianti, in cui al di sotto del piano in vetroceramica sono presenti delle resistenze elettriche. Attivando la zona di cottura le resistenze convertono una parte dell’energia sotto forma di calore, riscaldando la superficie del piano cottura e cedendo una parte di tale calore alle pentole posizionate al di sopra del rivestimento in vetroceramica.

 

Un’altra variante da non confondere con i piani cottura a induzione è il sistema di cottura alogeno, il cui funzionamento è analogo al piano cottura radiante. In questo caso l’energia elettrica alimenta una lampada alogena, la quale a sua volta emette raggi infrarossi che riscaldano la superficie del piano in vetroceramica e, di conseguenza, le pentole e le padelle a contatto con il rivestimento.

 

Piano cottura a induzione: i consumi di energia

 

Un piano a induzione per la cottura dei cibi in cucina presenta un livello di efficienza energetica molto elevato, con un rendimento di circa il 90%. Al contrario, i piani cottura radianti e alogeni hanno un rendimento di circa il 40-60%, per via dell’alta dispersione termica in quanto una parte rilevante del calore è sprecata e non utilizzata direttamente per cucinare, rendimento che non supera il 40% con un piano cottura a gas.

 

Per quanto riguarda il consumo dei piani cottura a induzione è in genere piuttosto elevato, superiore a quelli delle altre tipologie di sistemi di cottura. Il consumo energetico può superare anche del 50% quello di un piano cottura a gas, con un valore medio di circa 170-180 Wh/Kg e una soglia massima imposta dalle norme europee di 200 Wh/Kg (Regolamento UE 66/2014), con una potenza di 1,2-2,5 kW per ogni zona di cottura.

 

Piano cottura a induzione: pro e contro

 

Quando si analizza l’acquisto di un sistema di cottura a induzione, i pro e contro principali da valutare sono legati ai consumi e ai costi di mantenimento, all’impatto ambientale, alla sicurezza e al comfort in cucina, oltre al prezzo d’acquisto e alla durevolezza di tale impianto. Ecco cosa considerare prima di scegliere un piano cottura a induzione.

 

I vantaggi dei piani cottura a induzione

 

I vantaggi principali di un piano a induzione sono l’elevata efficienza energetica e l’alto rendimento offerti da questa tecnologia. Questo sistema di cottura accelera le preparazioni, infatti raggiunge rapidamente la temperatura richiesta e in più distribuisce il calore in maniera uniforme, riducendo gli sprechi termici e migliorando la qualità della cottura.

 

Si tratta inoltre di impianti semplici da usare, dotati spesso di un pratico display digitale dal quale gestire tutte le zone di cottura e le varie funzionalità disponibili. È anche un prodotto resistente e durevole, caratterizzato da un design moderno e contemporaneo, un impianto sicuro in quando funziona senza gas e non richiede bruciatori e fiamme.

 

Il piano cottura a induzione è facile da pulire, grazie alla presenza di un solo rivestimento piano senza ulteriori elementi difficili da pulire. Rappresenta anche una modalità di cottura ecologica, poiché non si utilizza una fonte fossile di energia come il gas naturale ma l’energia elettrica, la quale può arrivare da una fornitura elettrica da fonti rinnovabili o essere autoprodotta con il fotovoltaico.

 

Per una fornitura di energia elettrica 100% green è possibile valutare una delle offerte luce Pulsee, gestibile in modo completamente digitale via web o tramite app mobile. In questo modo è possibile ridurre la propria carbon footprint e risparmiare, alimentando il piano a cottura con energia verde e pulita come l’eolico, il solare fotovoltaico e l’idroelettrico.

 

Gli svantaggi dei piani cottura a induzione

 

Tra i contro di un piano cottura a induzione c’è senz’altro il costo elevato d’acquisto, infatti rispetto agli altri tipi di piani cottura quelli a induzione sono i più cari sul mercato. Ciò vale soprattutto per i modelli di nuova generazione, oppure per i prodotti di fascia alta più completi e avanzati, tuttavia si possono trovare anche piani a induzione più economici adatti a un budget limitato.

 

Un altro svantaggio è la necessità di utilizzare pentole e padelle specifiche, con un fondo piatto realizzato in materiale ferroso in acciaio o ferro, mentre non vanno bene utensili da cucina in alluminio o rame. Un ulteriore lato negativo è l’aumento di potenza complessiva all’interno dell’abitazione, infatti con un piano a induzione si superano spesso i 3 kW e bisogna richiedere un incremento di potenza del contatore elettrico a 4,5 o 6 kW.

Pubblicato il 13/05/2022

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