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Come funziona il diritto di recesso per ripensamento

09/06/2021

Come funziona il diritto di recesso per ripensamento

Grazie al mercato libero è possibile scegliere il fornitore per l’energia elettrica e il gas, valutando l’offerta più conveniente tra le proposte delle varie compagnie per risparmiare. Cosa succede però se si cambia idea? In questo caso esistono due opzioni: il diritto di ripensamento e il diritto di recesso.

Si tratta di due soluzioni completamente differenti, sebbene entrambe consentano di annullare il servizio attivato con il fornitore energetico, perciò è importante sapere cosa sono e a cosa bisogna prestare attenzione. Scopriamo come funzionano il diritto di ripensamento e recesso per le utenze di energia elettrica e gas.

Cos’è il diritto al ripensamento

Il diritto al ripensamento è una clausola contrattuale prevista dalle normative di legge, con la quale è possibile rescindere un nuovo contratto luce o gas entro 14 giorni di tempo dalla data di sottoscrizione. In questo modo si può annullare una fornitura energetica, qualora ci si dovesse accorgere che il servizio non rispecchia quanto promesso.

Ovviamente, i motivi del ripensamento possono essere diversi, ad esempio perché dopo l’attivazione si è trovata un’offerta luce e gas più vantaggiosa, oppure perché sono sorti dei problemi con il nuovo fornitore. In ogni caso il diritto di ripensamento non richiede una motivazione specifica, quindi basta segnalare alla compagnia la volontà di cancellare il contratto senza bisogno di indicarne la causa.

L’annullamento del contratto entro 14 giorni è gratuito, quindi non si deve pagare nulla nei confronti del fornitore di energia, il quale non può opporsi alla decisione ed è obbligato ad accettare. Naturalmente, l’azienda può tentare di non perdere il nuovo cliente, proponendo delle condizioni più convenienti, tuttavia in caso di rifiuto deve accordare il diritto di ripensamento.

Come esercitare il diritto di ripensamento

Un aspetto importante quando si esercita il diritto di ripensamento è la durata di questo beneficio, il quale come abbiamo visto vale per 14 giorni. Il momento iniziale per il conteggio delle due settimane parte dalla data indicata nel contratto, perciò bisogna fare attenzione poiché potrebbe non coincidere con il giorno in cui il documento è stato consegnato.

Questo diritto vale per i contratti luce e gas sottoscritti online, al telefono oppure presso un info-point, mentre non è applicabile per le forniture attivate presso un centro fisico o negli uffici della compagnia. Per richiedere il ripensamento e la rescissione gratuita del contratto basta inviare una richiesta, utilizzano i servizi online del fornitore oppure mandando una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Molti fornitori consentono di annullare l’offerta luce e gas online, scaricando un apposito modulo dal sito della compagnia o dall’app.

Dopodiché basta compilare la richiesta inserendo:

  • il proprio nome e cognome;
  • il codice fiscale;
  • l’indirizzo e-mail e un contatto telefonico;
  • la data di stipula del contratto;
  • i dati della fornitura.

Cos’è il diritto di recesso per ripensamento

Una situazione completamente diversa è il recesso del contratto, ovvero quando si vuole annullare la fornitura energetica dopo i primi 14 giorni dall’attivazione. In questo caso non è possibile usufruire del diritto di ripensamento, inoltre bisogna considerare una procedura più lunga e possibili costi legati al conguaglio finale.

Le motivazioni per il recesso della fornitura possono essere diverse, tra cui:

  • cambio di residenza;
  • vendita dell’immobile;
  • trasferimento all’estero;
  • inutilizzo dell’abitazione.

In genere la fornitura non viene chiusa, infatti quando ad esempio si cambia residenza si agevola il nuovo inquilino lasciando attivo il servizio, in questo modo l’altra persona può richiedere la voltura. Altrimenti, se il contatore è stato chiuso e la fornitura disattivata è necessario effettuare il subentro, una procedura più lunga e meno immediata rispetto alla voltura.

Come richiedere il recesso della fornitura

Il diritto di recesso può essere esercitato in qualsiasi momento, basta inviare una segnalazione al fornitore. Anche in questo caso bisogna scaricare l’apposito modulo per il diritto di recesso per ripensamento, effettuando il download del documento dal sito web della compagnia oppure dall’app del gestore.

Infine, non resta che compilare il modulo in tutte le sue parti, inviarlo online tramite area riservata, posta elettronica o app, oppure attraverso una raccomandata A/R. In alternativa è possibile recarsi presso gli uffici dell’azienda energetica, altrimenti in caso di dubbi basta contattare il numero verde del fornitore e richiedere assistenza.

La rescissione contrattuale della fornitura può essere gratuita, tuttavia possono essere previsti dei costi in base ai conteggi finali, dai quali potrebbe emergere la necessità di saldare l’ultima fattura o delle pendenze rimaste in sospeso. Per l’operazione bisogna tenere conto del preavviso da fornire alla compagnia, dopodiché il contratto sarà chiuso entro il mese successivo a quello della richiesta.

Cambio fornitore: è necessario chiedere il recesso?

Il diritto di ripensamento consente di annullare il contratto per la fornitura energetica gratuitamente entro 14 giorni dalla sottoscrizione. Il recesso prevede la chiusura del servizio, pagando le pendenze e concedendo il tempo necessario al fornitore per il conteggio finale e la disattivazione della fornitura di energia.

Se invece si vuole solo cambiare fornitore, ad esempio perché si è trovata un’offerta migliore per risparmiare sulle bollette, non è necessario richiedere il recesso. In questo caso è la nuova compagnia ad occuparsi di tutto, basta fornire una serie di informazioni sull’utenza domestica, inoltre il servizio non sarà interrotto ma verrà garantita la continuità della fornitura.

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