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Cosa mangeremo nel futuro? Nuovi ingredienti

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Cosa mangeremo nel futuro? Nuovi ingredienti

 

Il cibo del futuro, anche chiamato Novel Food, potrebbe essere profondamente diverso da quello che conosciamo oggi. D’altronde, secondo le proiezioni dell’ONU la popolazione mondiale continuerà ad aumentare, superando i 10 miliardi di persone entro il 2100. Inoltre, il cambiamento climatico sta mettendo a rischio alcune coltivazioni più vulnerabili.

 

A tutto ciò bisogna aggiungere l’insostenibilità dell’attuale consumo di carne e il sovrasfruttamento dei mari, aspetti che renderanno necessario orientarsi verso scelte alimentari differenti. Vediamo come potrebbe essere l’alimentazione del futuro, con alcuni cibi e ingredienti sorprendenti che potrebbero entrare a far parte della dieta di tutti i giorni.

 

Cibo del futuro: insetti, alghe e funghi

 

In molti paesi asiatici il consumo di insetti è abituale, ma in futuro potrebbe diventarlo anche in Occidente. Recentemente ha causato abbastanza scalpore l’entrata in vigore del Regolamento UE 2023/05, con cui è stata autorizzata la commercializzazione nell’Unione Europea della farina di grillo, ossia la polvere di Acheta domesticus, ma anche di cibi con proteine ricavate da funghi, latte, riso e piselli.

 

Le autorità europee hanno garantito la sicurezza di questi alimenti, come ribadito dall’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che ha rassicurato i consumatori sul consumo di insetti essiccati interi e delle farine di insetti. Intanto in Italia il Governo ha approvato quattro decreti per tutelare i consumatori italiani, al fine di assicurare la massima trasparenza e preservare il Made in Italy.

 

L’EFSA infatti ha espresso parere favorevole al consumo umano di grilli domestici, locuste migratrici e tarme della farina, insetti che nei prossimi anni potrebbero essere utilizzati per realizzare numerosi alimenti, oppure venduti interi o sotto forma di farina nei supermercati. Lo stesso vale per alcune alghe funghi, alimenti che hanno bassi costi di produzione e sono più sostenibili rispetto a carne e pesce.

 

Gli insetti, in particolare, sono un’ottima fonte di proteine. La farina di grillo, ad esempio, contiene il 65% di proteine ad alto valore biologico, inoltre è ricca di vitamina B12, fibre, ferro, calcio, sodio e fosforo. Anche alcune proteine ricavate dai funghi e alcune alghe hanno un ottimo profilo nutrizionale, senza contare il ridotto impatto ambientale rispetto alla pesca e agli allevamenti intensivi di bestiame.

 

Alimentazione del futuro: la carne sintetica

 

Oltre a insetti, funghi e grilli, tra i cibi del futuro ci potrebbe essere anche la carne sintetica, ossia una carne artificiale non di origine animale prodotta attraverso la coltivazione in vitro. Il procedimento prevede l’estrazione di cellule staminali dagli animali, dopodiché attraverso un bioreattore cominciano a proliferare fino a formare delle cellule muscolari.

 

Garantendo le giuste condizioni di sviluppo, le cellule iniziano a formare delle fibre minuscole che continuano a crescere, fino a creare dei tessuti muscolari che consentono di ottenere la carne sintetica. I prezzi di questi prodotti si stanno riducendo progressivamente, diventando sempre più competitivi rispetto alla carne tradizionale.

 

Al momento si stanno studiando nuove tecnologie per ottimizzare questo processo, ad esempio per evitare l’uso di prodotti di origine animale per la coltivazione in vitro, come il siero fetale bovino. Per ora questo ingrediente fondamentale rappresenta la maggiore criticità, poiché viene ricavato dal sangue del feto di bovine adulte gravide durante la macellazione.

 

Pro e contro dei cibi del futuro

 

In realtà il cibo del futuro è già presente in Occidente. In Svizzera, ad esempio, sono disponibili in molti supermercati prodotti come hamburger, caramelle e barrette a base di locuste, grilli e larve della farina. Le leggi europee, inoltre, stanno autorizzando sempre più specie alla commercializzazione, nonostante rimanga una certa diffidenza da parte dei consumatori.

 

Gli alimenti del futuro potrebbero garantire uno stile di vita più sostenibile, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale causato dagli allevamenti e dalle coltivazioni. Potrebbero anche aiutare a sfamare una popolazione mondiale in continuo aumento, offrendo cibi nutrienti e a basso costo alle persone più vulnerabili che vivono nei paesi in via di sviluppo.

 

Si potrebbero anche introdurre sul mercato dei cibi più etici, in quanto eviterebbero l’uccisione di molti animali come la carne sintetica, oppure consentirebbero di sostituire le proteine del pesce con quelle ricavate dai funghi e dagli insetti per tutelare la biodiversità marina. Le opportunità legate ai cibi del futuro sono molteplici, ma sarà necessario un cambio di mentalità per consumare della pasta realizzata con farina di grillo.

Pubblicato il 17/07/2023

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