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Che cos'è il danno biologico e come calcolarlo

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Che cos'è il danno biologico e come calcolarlo

 

Oltre ai danni patrimoniali che compromettono i beni di una persona esistono anche i danni biologici, quando invece del patrimonio viene lesionata la salute fisica e psichica di un individuo. Si tratta di danni più difficili da comprovare e quantificare rispetto a quelli materiali, per questo esistono degli specifici riferimenti della giurisprudenza.

 

In questa guida vedremo cosa vuole dire danno biologico e come si calcola, per capire meglio come funziona questa particolare tipologia di danni causati a terzi. Ovviamente, per approfondire la questione bisogna è opportuno rivolgersi a un legale specializzato, valutando le varie casistiche che possono essere applicate in base alla propria situazione.

 

Danno biologico: cos’è esattamente?

 

La definizione di danno biologico comunemente accettata è quella di un danno alla salute di una persona. In pratica, si tratta di tutte le lesioni causate a un individuo da parte di un altro soggetto, ovvero delle azioni che compromettono l’integrità fisica e psicologica di una persona pregiudicandone lo stato di salute psicofisica.

 

Questa espressione viene utilizzata soprattutto in ambito assicurativo. Secondo il Codice delle Assicurazioni Private, per danno biologico si intendono le lesioni all’integrità psicofisica di un individuo di tipo permanente o temporaneo, che provocano effetti negativi sugli aspetti socio-relazionali e le attività quotidiane della vita di una persona danneggiata.

 

Un requisito fondamentale del danno biologico è la necessità di accertarlo in modo oggettivo, attraverso una valutazione medico-legale che attesti il danno riportato da un individuo. Allo stesso modo, l’analisi del danno biologico deve essere indipendente rispetto alla capacità di produrre reddito della persona danneggiata, quindi non deve tenere conto di tali ripercussioni.

 

Quali sono le cause di un danno biologico?

 

Esistono molteplici cause che possono provocare un danno biologico a una persona. Ad esempio, il danno estetico subito da una persona aggredita da un altro soggetto, oppure il danno morale riportato da un individuo in seguito a un trauma o una lesione provocati da terzi, due condizioni strettamente legate tra loro in quanto il danno morale non può essere risarcito in assenza di un danno biologico.

 

Un altro esempio di danno biologico sono i danni alla vita di relazione delle coppie, quando una delle due parti causa un danno psicologico al partner, oppure un danno fisico che comporta la diminuzione della capacità lavorativa di una persona. Casistiche più complesse sono legate ai danni biologici provocati dall’inquinamento atmosferico e ambientale, ad esempio le patologie causate dall’attività di un’industria.

 

In generale, il danno biologico comprende tutti i casi in cui si verifica un danno non patrimoniale, dunque quando una persona riporta una lesione di tipo psichico o fisico a causa dell’azione diretta o indiretta di un altro individuo. I motivi possono essere innumerevoli e molto differenti tra loro, inoltre non sempre è facile accertare le responsabilità e il tipo di danno biologico.

 

Come funziona il calcolo del danno biologico

 

Senza dubbio, calcolare il danno biologico rappresenta la problematica principale del danno alla salute. Infatti, se in alcune circostanze risulta già complicato accertare questa tipologia di danno non patrimoniale, definire la giusta liquidazione è spesso molto complesso, in quanto bisogna stabilire un valore preciso a una lesione psicofisica quantificando il danno causato alla salute di una persona.

 

In Italia vengono utilizzate come riferimento per i risarcimenti le tabelle di Milano, una serie di criteri che orientano nel calcolo degli indennizzi in caso di danno biologico. Si tratta di un supporto importante, poiché consente una certa uniformità nei risarcimenti per i danni alla salute, evitando che lesioni simili e casistiche analoghe vengano trattate in modo eccessivamente differente.

 

Secondo le tabelle di Milano, ad esempio, viene riconosciuto un valore monetario di 98 euro per ogni giorno di inabilità assoluta, con la possibilità di aumentare tale indennizzo fino al 50% in presenza di peculiarità comprovate. Un danno non patrimoniale che provoca la morte del congiunto, invece, può essere risarcito con un valore da 165.960 euro a 331.920 euro a favore di ciascun genitore per il decesso di un figlio e viceversa.

 

Differenza tra danno biologico e danno ambientale

 

Tra le varie tipologie di danni risarcibili la giurisprudenza italiana prevede anche il danno ambientale, il quale si configura quando una serie di tipologie di deterioramenti, misurabili e significativi, sia diretti che indiretti, compromettono una risorsa naturale o la sua utilità. Si tratta ad esempio dell’immissione deliberata di diossina che provoca il deterioramento grave della salubrità dell’ambiente.

 

Il danno ambientale, quindi, comprende quindi tutte le modifiche delle condizioni originarie dell’ambiente causate agli habitat naturali, al terreno e alle acque marine, costiere e interne, ovvero a qualsiasi ecosistema naturale della biosfera. La disciplina del danno ambientale è entrata in vigore nel 2013, tuttavia ha ottenuto una base giuridica più completa e solida con l’introduzione della tutela ambientale in Costituzione avvenuta all’inizio del 2022.

 

In alcuni casi danno ambientale e danno biologico possono essere interconnessi. Un esempio è l’inquinamento dell’ambiente da sostanze tossiche che causa la riduzione dell’integrità psicofisica di una persona, oppure un’attività dolosa come la combustione illegale di rifiuti. Ad ogni modo, il profilo risarcitorio legato al danno ambientale è considerato accessorio in confronto al ripristino ambientale.

 

Ciò significa che la legge italiana si concentra soprattutto sulla riqualificazione dell’ecosistema e del sito compromesso. Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti costituzionali, oltre alle moderne normative europee in tema di tutela ambientale, potrebbero aprire nuovi spazi giuridici per la connessione tra salubrità dell’ambiente, qualità della vita e diritto alla salute.

Pubblicato il 28/06/2022

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