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Come funzionerà il tetto al prezzo del gas in Europa

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Come funzionerà il tetto al prezzo del gas in Europa

 

A dicembre l’Unione Europea ha introdotto il price cap gas, grazie all’accordo raggiunto tra i ministri dell’Energia dei Paesi dell’UE. Si tratta in particolare di un tetto massimo al prezzo del gas, una misura il cui obiettivo è contrastare i rincari del gas naturale negli hub europei legati alla speculazione finanziaria.

 

Il price cap per il gas entrerà in vigore a febbraio, con parametri specifici che determineranno quando sarà possibile applicare questo strumento per frenare eventuali corse al rialzo del gas naturale. Scopriamo come funziona il price cap del gas, quando scatterà e quali potrebbero essere i possibili effetti sulle bollette.

 

Cosa significa price cap gas e qual è il tetto massimo

 

Il price cap del gas è uno strumento di difesa contro i rincari del gas, con il quale i Paesi dell’Unione Europea potranno fissare una soglia al prezzo del gas da acquistare nel mercato all’ingrosso. In pratica, quando verrà utilizzato questo meccanismo gli Stati membri dell’UE non potranno comprare gas fino a quando il prezzo non sarà tornato sotto la soglia limite.

 

Il price cap per il gas si applicherà ai contratti legati all’indice TTF della borsa di Amsterdam, il principale mercato all’ingrosso per la compravendita di gas in Europa, usando come riferimento l’andamento del prezzo del gas sul mercato olandese. Tuttavia, sarà vincolato anche agli altri indici europei come il PSV italiano (Punto di Scambio Virtuale), usato da molti fornitori e da ARERA per definire i prezzi pagati dai clienti finali.

 

La soglia individuata per far scattare il price cap del gas è di 180 euro a megawattora (180 €/MWh), ovvero quando il valore medio del TTF mensile di Amsterdam raggiungerà questo importo. Questo valore è stato fissato sommando 35 euro al prezzo medio del GNL (Gas Naturale Liquefatto), il quale attualmente si trova a 145 euro.

 

Il price cap del gas non potrà scendere al di sotto dei 180 euro a megawattora, a prescindere dalla contrazione del prezzo del GNL. Qualora invece il prezzo medio del GNL dovesse oltrepassare i 145 euro anche il price cap del gas potrebbe aumentare (ad esempio, se il GNL arriva a 180 euro viene applicato il parametro di 35 euro e il price cap del gas diventa di 215 euro, ma se il GNL scende sotto i 145 euro il tetto rimane a 180 euro).

 

Come funziona il price cap del gas

 

Il price cap del gas è uno strumento dinamico, quindi nonostante sia stata fissata una soglia minima al tetto del prezzo del gas, non esiste un valore massimo che rimane legato esclusivamente al prezzo medio del GNL. Affinché sia possibile attivare questo meccanismo, il prezzo del gas deve oltrepassare il tetto per tre giorni.

 

Una volta entrato in funzione il price cap rimarrà attivo per almeno 20 giorni, ma verrà disattivato automaticamente qualora la soglia di riferimento dovesse scendere al di sotto dei 180 euro per megawattora. Un’altra circostanza che permetterà di disattivare immediatamente il price cap è un’emergenza, regionale o europea, dichiarata dalla Commissione Europea.

 

Altri fattori che potranno rimuovere il price cap del gas sono:

 

  • un aumento del 15% della domanda di gas in un mese;
  • un incremento del 10% della domanda di gas in due mesi;
  • una riduzione significativa delle importazioni di GNL;
  • una diminuzione sostanziale del volume scambiato nel TTF in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Quando entra in funzione il tetto al prezzo del gas?

 

Il price cap per il gas entrerà in funzione il 15 febbraio 2023, data a partire dalla quale il tetto massimo al prezzo del gas diventerà a tutti gli effetti uno strumento operativo dell’Unione Europea. L’attivazione sarà decisa in base ai dati forniti da ACER, l’Agenzia europea per la cooperazione tra i regolatori nazionali dell’energia, con una revisione del meccanismo fissata per il 1° novembre 2023.

 

I possibili effetti sulle bollette del gas del price cap In Italia

 

L’introduzione del price cap del gas è una buona notizia per il nostro Paese, uno dei più colpiti in Europa dagli aumenti di questa materia prima energetica avvenuti negli ultimi anni. Ciò è legato soprattutto alla diffusione delle centrali termoelettriche, con il gas che viene ancora largamente impiegato per la produzione di energia elettrica.

 

Secondo quanto rilevato da Bloomberg e riportato da Il Sole 24 Ore, se il price cap fosse stato creato e applicato all’inizio del 2022 sarebbe stato usato per oltre 40 giorni nel periodo tra agosto e settembre. Il beneficio economico per aziende e famiglie potrebbe essere dunque considerevole, con potenziali risparmi sulle bollette di gas e luce.

 

Al momento l’indice TTF e quello PSV sono molto lontani dai livelli record raggiunti durante l’estate 2022, ma la presenza del price cap potrebbe fornire maggiore tranquillità nel caso in cui i prezzi dovessero tornare a salire eccessivamente in futuro. Inoltre, poiché l’introduzione del tetto ha richiesto un accordo sul potenziamento delle reti elettriche, potrebbe favorire l’elettrificazione dei consumi e accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili.

Pubblicato il 06/02/2023

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