La classe contatore, identificabile con la lettera G seguita da un numero, individua la portata minima e massima di gas che il misuratore è in grado di calcolare.
I contatori vengono suddivisi per classi sulla base dei consumi del cliente e sulla sua grandezza. I più diffusi sono i G4 per utilizzo domestico, G10 per i condomini, e le classi superiori (G16, G65, G100 ecc) sono utilizzate a livello industriale. Più l’attività e il consumo sono grandi, maggiore sarà la portata e più grande sarà il contatore.
La portata termica è la quantità massima di energia che il tuo contatore è in grado di gestire in un'ora, misurata in metri cubi all'ora (m³/h) o in kilowatt (kW). Facendo un esempio concreto la potenza termica di un piano cottura a 4 fori va da 6 ai 9 kW, le caldaie ad uso domestico invece hanno una potenza termica che va dai 12 ai 20 kW.
La classe contatore e la portata sono direttamente correlate tra di loro perché proprio la classe del contatore determina la portata termica massima che può essere gestita. Il dato della portata termica sembra essere molto tecnico, ma è un dato estremamente importante per il cliente finale per esempio nel momento di un subentro, nel quale si richiede il consumo medio di gas, i membri della famiglia e la grandezza dell’abitazione.
La classe del contatore viene riportata sul quadrante del misuratore ed è un valore fondamentale da considerare sia in fase di fatturazione che in fase di eventuale richiesta di indennizzo del cliente nei confronti del distributore di gas. Il proprietario dei contatori sarà sempre il distributore, che è anche il soggetto preposto alla sostituzione.
Consulta altre voci del Glossario