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Le abitudini degli italiani sono sostenibili?

Capiamolo con il Pulsee Luce e Gas Index

10/08/2022

Stile di vita

Le abitudini degli italiani sono sostenibili? Capiamolo con il Pulsee Luce e Gas Index       

Da dove vengono le nostre abitudini? Non è facile rispondere a questa domanda, perché sono molti i fattori che possono condizionarle nel corso della vita.

A un certo punto della nostra vita la consapevolezza ci porta però a scegliere le nostre abitudini, non solo a subirle. Si tratta di segni importanti di affermazione della propria identità individuale, in cui finiamo per rivendicare con fierezza la nostra unicità rispetto al contesto in cui siamo cresciuti. Pensiamo alla scelta del tipo di alimentazione: scegliamo di essere vegani e questo diventa parte della nostra identità, acquisendo un significato “pubblico” che va oltre la semplice sfera delle abitudini.

Le abitudini degli italiani sono sostenibili

Le abitudini infatti non sono solo un fatto “privato”, ma influenzano profondamente anche le persone intorno a noi, e la società nel suo complesso. Ma le implicazioni delle nostre abitudini spesso non sono immediatamente evidenti ai nostri occhi, ed è questo il caso delle abitudini alimentari. Ogni tipologia di cibo infatti ha quella che è definita tecnicamente come impronta ecologica, ossia un determinato quantitativo di emissioni di CO2 legate alla sua produzione, al trasporto, al consumo e allo smaltimento. Quando compriamo un frutto come una banana siamo portati a pensare che il suo impatto inquinante sia dato dal packing in cui è contenuta e dalla buccia una volta buttata. Ma quella banana è stata coltivata (spesso molto lontano da noi), ha consumato un certo quantitativo d’acqua e di fertilizzanti durante la sua crescita, è stata imballata e trasportata fino al supermercato. Il nostro consumo è solo una piccola parte dell’impronta ecologica totale di quel cibo.

Le emissioni legate al cibo

Uno studio dell’università di Oxford pubblicato sulla rivista Science calcola come le emissioni di CO2 legate ad agricoltura e allevamenti rappresentino il 26% sul totale mondiale. Pascoli e campi agricoli sono inoltre responsabili dell’utilizzo del 50% del suolo abitabile e del 70% del prelievo di acqua dolce. Attenzione però a generalizzare: non tutto il cibo ha lo stesso impatto ambientale. Secondo uno studio pubblicato su Nature Food gli alimenti animali producono il 57% delle emissioni totali, mentre solo il 29% deriva dalla produzione di cibo vegetale. In testa ci sono le carni rosse seguite dalle carni bianche, ma anche formaggio, cioccolato e caffè contribuiscono, seppur in minor intensità, all’emissione di CO2.

Le abitudini degli italiani sono sostenibili

Le nostre abitudini alimentari possono essere un alleato o un nemico della lotta al cambiamento climatico, e attraverso le nostre scelte alimentari possiamo dimostrare più o meno sensibilità nei confronti dell’ambiente. Abbiamo deciso quindi di saperne di più rispetto alle abitudini degli italiani, per capire come valutino il loro stile di vita sostenibile e per farlo abbiamo creato il Pulsee Luce e Gas Index, un osservatorio sulle loro abitudini realizzato da Pulsee in collaborazione con la società di ricerche di mercato NielsenIQ.

Le rilevazioni del Pulsee Luce e Gas Index

Le indagini dell’Index, realizzate su un campione di uomini e donne sparsi omogeneamente in tutta Italia e di età compresa tra i 18 e i 65 anni, indagano vari aspetti dell’approccio degli italiani alla sostenibilità e, in una delle sue ultime edizioni, abbiamo chiesto agli intervistati il loro rapporto con l’alimentazione sostenibile. Dal punto di vista generale, il 79% degli intervistati si è dimostrato consapevole del legame tra alimentazione e impatto ambientale, affermando di portare avanti molti comportamenti virtuosi per diminuire ogni giorno la propria impronta ecologica. Quali sono questi comportamenti? L’83% degli intervistati dichiara di acquistare infatti frutta e verdura di stagione, e il 68% di prestare attenzione a sprecare meno cibo. Inoltre, il 41% indica di aver ridotto il consumo di carne rossa mentre il 37% ha incrementato il consumo di alimenti di origine vegetale.

Le abitudini degli italiani sono sostenibili

Come abbiamo visto, una parte delle emissioni non riguarda solo la tipologia di cibo, ma è relativa anche alla filiera di trasporto e vendita. Anche in questo caso gli italiani dichiarano di impegnarsi a tutelare la sostenibilità, tramite la scelta di packaging riciclati (56% del campione analizzato), con la quasi totalità votata a una corretta raccolta differenziata (94%). Parlando invece delle modalità di acquisto di frutta e verdura, la maggioranza di chi ha partecipato all’indagine (il 69%) sceglie di rivolgersi ai supermercati che includano  opzioni “a filiera corta”, mentre solo il 30% preferisce i piccoli commercianti come fruttivendoli e ortolani o, in maniera ancora più limitata, direttamente i produttori di frutta e verdura (1%).

Oltre al cibo, anche l’acqua ricopre un ruolo importante dal punto di vista ambientale e su questo gli italiani che hanno partecipato al nostro osservatorio si dimostrano meno attenti. Il 49% degli intervistati ha ammesso infatti di comprare acqua in bottiglia (di cui l’85% in recipienti di plastica), mentre solo l’8% provvede personalmente a riempire le proprie bottiglie di acqua presso i distributori. Ci sono però segnali che lasciano ben sperare il 42% utilizza l’acqua del rubinetto (con o senza trattamento di depurazione).

Nel complesso gli italiani sono inoltre disposti a spendere di più per il cibo sostenibile: lo dichiara un cittadino su cinque in nome di una maggiore qualità degli alimenti, mentre un sesto lo fa con l’intenzione di far arrivare un pagamento equo ai produttori. Il valore sale al 74% nel caso dei proprietari di animali domestici che intendono soddisfare anche il loro fabbisogno alimentare in modo “green”.

I dati confermano che c’è un trend positivo in atto, almeno nel nostro Paese. Progressivamente stiamo diventando più attenti ai nostri consumi, aumentando la consapevolezza delle nostre scelte e prendendo decisioni precise, che influenzano sempre di più anche le scelte delle aziende. La trasformazione sostenibile delle abitudini a tavola è un passo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, e solo se la maggior parte di noi decide di fare la sua parte in questo senso possiamo pensare di avere un qualche tipo di impatto sul futuro.