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Impianto Eolico Offshore: Cos’è e Come Funziona

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La transizione energetica verso fonti rinnovabili è un percorso che richiede soluzioni innovative e una visione a lungo termine. In questo contesto, l'energia prodotta dal vento rappresenta un pilastro fondamentale, ma la ricerca tecnologica si è spinta oltre la terraferma.  Gli impianti eolici offshore sono oggi una delle frontiere più promettenti per generare energia pulita su larga scala. Spostare la produzione energetica in mare aperto permette di superare i limiti geografici del territorio e di intercettare correnti d’aria più potenti e costanti. Nei prossimi paragrafi analizzeremo nel dettaglio il funzionamento di queste infrastrutture, i benefici che apportano all'ambiente e lo stato dello sviluppo degli impianti eolici offshore in Italia. 

 

Significato e caratteristiche degli impianti offshore

 

Partiamo dalle basi. La parola "offshore" significa letteralmente “fuori dalle acque costiere" o "in mare aperto": si tratta, quindi, di parchi eolici composti da una serie di turbine posizionate in mare, solitamente a diversi chilometri dalla costa. A differenza dei parchi eolici terrestri (onshore), queste strutture vengono installate sulla piattaforma continentale, dove la profondità del mare permette di fissare le turbine al fondale o di utilizzare tecnologie galleggianti. L'obiettivo principale è sfruttare l’energia cinetica del vento marino che, non incontrando ostacoli come rilievi montuosi o centri abitati, soffia con una velocità superiore e una maggiore regolarità rispetto a quello sulla terraferma.  Un impianto offshore è composto non solo dalle pale eoliche, ma da un sistema complesso che include: 

  • Turbine eoliche: aerogeneratori progettati per resistere a condizioni ambientali estreme.
  • Fondazioni o piattaforme: le strutture che sostengono la turbina.
  • Sottostazioni marine: punti di raccolta dell'energia prodotta dalle singole pale. 
  • Cavi sottomarini: infrastrutture che trasportano l’elettricità alla costa per l’immissione nella rete elettrica nazionale.

 

Il funzionamento della tecnologia marina

 

Ma come funzionano gli impianti in mare?

Il principio di base è lo stesso degli aerogeneratori classici: il vento mette in rotazione le pale della turbina, la quale è collegata a un generatore che trasforma il movimento in energia elettrica. Tuttavia, l'ambiente marino richiede accorgimenti ingegneristici avanzati. Esistono due tipologie di impianti, che si differenziano in base alle modalità di installazione:

 

  • Impianti a fondamenta fisse: Sono i più diffusi a livello globale e vengono utilizzati in acque relativamente poco profonde (fino a 50 o 60 metri). Le basi possono essere monopalo (un unico cilindro d'acciaio conficcato nel fondo) o a traliccio.
  • Impianti eolici offshore galleggianti: Rappresentano la tecnologia più avanzata. In questo caso, le turbine sono montate su piattaforme galleggianti ancorate al fondo marino tramite cavi di acciaio. Una soluzione che permette di installare parchi eolici anche dove il mare è molto profondo, estendendo enormemente le aree idonee alla produzione energetica. 

 

Impianti eolici offshore: vantaggi e svantaggi

 

Come ogni tecnologia innovativa, anche l’eolico in mare presenta delle sfide. Tuttavia, per avere una visione chiara, è utile analizzarne gli aspetti positivi come le criticità. Partiamo dai vantaggi: 

 

  • Efficienza energetica superiore: La velocità del vento in mare è mediamente più alta del 20% o 30% rispetto alla terra. Poiché l’energia prodotta cresce in modo esponenziale alla velocità del vento, una turbina offshore può generare molta più elettricità di una equivalente installata in pianura. 
  • Ridotto impatto visivo e acustico: Essendo situati lontano dalla costa, gli impianti eolici offshore sono spesso invisibili dalla riva e il rumore prodotto dalla rotazione delle pale non raggiunge le zone abitate.
  • Assenza di consumo di suolo: L'installazione in mare preserva spazio prezioso da destinare all'agricoltura, alle aree naturali protette o all'espansione urbana.
  • Logistica e dimensioni: Il trasporto via mare permette di movimentare componenti di dimensioni gigantesche, che sarebbero impossibili da trasportare su strada. Esistono oggi turbine offshore con pale lunghe oltre 100 metri, capaci di alimentare migliaia di abitazioni con un unico generatore.

 

Gli svantaggi e le complessità

 

  • Costi iniziali elevati: La costruzione e l’installazione in mare aperto richiedono navi specializzate, robot subacquei e competenze ingegneristiche complesse, rendendo l’investimento iniziale superiore rispetto all'eolico tradizionale.
  • Manutenzione complessa: L'ambiente salino è altamente corrosivo per i materiali. Inoltre, gli interventi per riparazioni in mare aperto sono minacciati dalle condizioni meteo-marine, che possono rendere difficile l’accesso alle turbine anche per lunghi periodi.
  • Impatto sull'ecosistema marino: Sebbene siano stati fatti passi da gigante nella sostenibilità, l’installazione delle basi può disturbare i fondali. Tuttavia, si è notato che molte strutture sommerse finiscono per agire come barriere coralline artificiali, favorendo la biodiversità locale. 

 

La situazione degli impianti eolici offshore in Italia

 

Il nostro Paese possiede un potenziale enorme grazie agli oltre 8.000 chilometri di coste. Tuttavia, lo sviluppo degli impianti eolici offshore in Italia è stato più lento rispetto ai Paesi del Nord Europa, principalmente a causa della profondità dei mari italiani e della necessità di proteggere il paesaggio costiero e turistico. La situazione sta cambiando rapidamente. Nel 2022 è stato inaugurato a Taranto il primo parco eolico offshore del Mediterraneo. Si tratta di un impianto con una capacità di 30 MW, composto da 10 turbine, che rappresenta un primo passo simbolico e concreto. Per il futuro dell'Italia, la tecnologia vincente sembra essere quella dell'eolico galleggiante. Mari come il Canale di Sicilia o le acque circostanti la Sardegna hanno infatti fondali che degradano rapidamente, rendendo impossibili le fondamenta fisse. I progetti in fase di autorizzazione sono numerosi e mirano a contribuire in modo decisivo agli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030.

 

Un futuro sempre più sostenibile

 

Sostenere lo sviluppo delle rinnovabili significa scegliere un futuro in cui l’energia è prodotta in modo pulito e indipendente. Gli impianti offshore sono una risposta concreta alla necessità di produrre grandi quantità di elettricità senza emettere gas serra. L’innovazione non corre solo in mezzo al mare, ma entra anche nelle nostre case. La transizione energetica è un puzzle composto da tanti pezzi: i grandi impianti eolici, le scelte politiche globali e, non meno importanti, i nostri comportamenti quotidiani.  Essere sostenibili oggi è più semplice di un tempo, grazie a strumenti digitali che ci aiutano a monitorare i consumi in tempo reale. 

Pubblicato il 27/04/2026

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